Parlando di vacanze di qualità, sempre più spesso si sente utilizzare il termine ‘tempo di qualità’, un termine che indica il tempo vissuto in pieno, impiegato al meglio, goduto fino in fondo del quale la società moderna sembra essersi dimenticata a causa della frenetica routine che investe grandi e bambini nella vita di tutti i giorni.

Cerchiamole adesso queste vacanze di qualità; durante il “Lockdown”, tutti noi, abbiamo sperimentato un profondo senso d’angoscia di fronte all’improvviso crollo delle nostre abitudini: lavoro, cene programmate, abbonamento in palestra, attività di scuola e doposcuola dei bambini, e tanti altri di questi ‘orologi’ si sono fermati per lasciare spazio alla vita di casa e soprattutto di famiglia.
E con famiglia non intendiamo solo quella del mulino bianco, ma qualsiasi tipo di famiglia: mononucleare, allargata, omosessuale e di qualsiasi altro tipo; tutti ci siamo ritrovati a dover passare molto tempo a stretto contatto con i nostri coniugi e soprattutto senza alcuna possibilità di ‘fuga’.

Il senso del tempo, come si suole dire, è soggettivo ed anche se la durata di questa clausura è un tempo determinato, le esperienze passate durante questo periodo sono state vissute diversamente tra le persone: c’è chi ha riscoperto il rapporto con i genitori o con i fratelli, chi lo ha scoperto per la prima volta e purtroppo anche chi lo ha interrotto, chi ha imparato cose nuove, chi ha rispolverato vecchie passioni e chi ha dato il meglio di se nel suo lavoro da una postazione inedita. Ma se c’è una cosa che abbiamo fatto tutti durante la quarantena è stata pensare al tempo di qualità, anche se non sempre utilizzando questo termine, sicuramente tutti si sono chiesti quali fossero le attività e i momenti della vita da considerare significativi, di valore.

Radicofani

Durante il blocco dunque abbiamo fatto i cuochi perché abbiamo dato importanza all’home made e alle produzioni a km zero, siamo diventati atleti e appassionati di sport (soprattutto all’aria aperta) perché abbiamo riflettuto sulla salute e sul benessere del nostro corpo e poi siamo diventati patriottici e ci siamo promessi di programmare le nostre vacanze in Italia.

Oggi, a distanza di poco, qualcuno si è già dimenticato dei buoni propositi fissati per il post quarantena, qualcun altro invece ha scelto di venire in vacanza in Val d’Orcia.

Chi ha scelto la Val d’Orcia, per le vacanze di qualità, ha capito che non è la quantità delle cose a renderle importanti.
In questa valle il tempo scorre lento e armonioso, l’uomo vive a stretto contatto con la natura e il progresso sta nell’ equilibrare rispetto per l’ambiente e sviluppo tecnologico. Vacanza o viaggio si direbbe entrambi in questo meraviglioso luogo che si presta allo sportivo, all’appassionato di storia, all’amante dei vini e ovviamente a chi vuole mangiare bene ema soprattutto sembra essere perfetto per le famiglie, in particolare quelle con i bambini perché sono molte le suggestioni nell’incontro tra educazione e natura.

Ovunque e per una miriade di ragioni oggi i bambini tendono ad essere più sedentari, a stare in ambienti chiusi per una proporzione sempre più elevata del loro tempo e dunque si perdono esperienze semplici ma importantissime che solo lo spazio aperto, la natura puó offrire.
La tendenza sociale definita ‘nature deficit disorder’ è una patologia che interessa varie fasce d’età ed indica una disconnessione tra uomo e natura e proviene da un limitato repertorio di esperienze ‘outdoor’.

Correre su un campo scosceso, stendersi su un prato fiorito in primavera, sbirciare sotto una roccia, costruire una casetta con i rami, acchiappare gli insetti ecc. ecc…sono attività libere e di esplorazione fondamentali per la costituzione di alcune capacità motorie, dell’orientamento ed anche emotivo-affettive.